Hop-Gar

Lo stile del ruggito del leone

Il sistema risale al 1426 e venne fondato dal Lama Buddhista ADA-TA (Adato,Adatol, Adato-Jun, Da-Dit, Dai-Dot).
Hop-Gar, noto anche come il Kung-Fu dei Lama tibetani, trova le sue origini nello stile della Gru bianca di Shaolin(Bak-Hok-Tse, Pak-Hok-Pai), ma evolvendosi in maniera totalmente differente, pur mantenendo alcune analogie.

Si diffuse soprattutto durante la dinastia Ching (1644-1911), come sistema ufficiale delle  guardie dell’ impero Manciù.

Ada-Ta, entrò nel monastero dello Shaolin Tibetano all’ età di 8 anni, in quanto rimase orfano di genitori, che vide barbaramente uccisi da alcuni briganti che volevano derubare nella casa della sua famiglia.

Questa esperienza lo segnò profondamente per tutta la vita rivivendo e ripercorrendo quelle immagini di inaudita violenza che nessun bambino dovrebbe vedere.

Tutto ciò fu anche aggravato dal fatto che i suoi zii erano troppo poveri per provvedere ai fabbisogni necessari per un altro figlio, visto che ne avevano già tre della medesima età.

Decisero quindi di farlo adottare dai monaci della contea di YUE-SHU, nella provincia di CHING-HAI, dove imparò i primi rudimenti dell’ arte marziale tibetana.

La leggenda narra che intorno al 1350, Adata, diventato Lama all’ età di 15 anni, era il più forte e il più dotato nell’ apprendimento del Kung-Fu Lama, che originariamente non prevedeva forme, ma lo studio esclusivo del cosiddetto Chin-Nah (Qam-Nah) e dell’ equitazione.

Il giovane novizio non solo dimostrò una grande predisposizione, ma misurandosi con alcuni allievi che a volte superavano il doppio della sua età, sapeva vincerli senza alcuna difficoltà.

Senonché a 17 anni venne scelto come 1° novizio Discepolo di Lama Gungut che era secondo solo al Dalai Lama. Rimase per molti anni ancora sotto la guida del Maestro, ma all’ età di 32 anni, sentì il bisogno di espandere la sua conoscenza in ambito marziale. Chiese in tutto rispetto e umiltà di poter uscire dal monastero per cercare nuovi metodi di lotta che incrementassero la Maestria del Kung-Fu Tibetano.

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Per ben 50 anni viaggiò di monastero in monastero per tutta la Cina, approdando in Mongolia e in India, acquisendo le tecniche di lotta mongole (Tong Hoi Gong) e quelle indiane (presumibilmente Kalaripajiait). Si narra che tornò nel suo monastero nel 1424. Ma al suo arrivo nessuno lo riconobbe, tantopiù che tutti lo credevano morto.

Dopo tale premessa, quindi, venne sfidato dal più capace combattente Lama del monastero, Lama Duk-Tong, che credeva di smascherare l’ impostore.
La posta in gioco era di credergli soltanto se Duk-Tong fosse stato battuto. Così corse più velocemente che poteva per afferrare gli arti superiori, ma senza che nessuno lo vedesse, Ada-Ta, lo scaraventò con un colpo potentissimo all’ indietro, frantumandogli le ossa del costato e bloccandogli tutte le funzioni basilari del corpo.

Nessuno riusciva a credere a quello che aveva visto, ma la vittoria era senza dubbio di quell’ anziano signore che decretò la verità sulla sua identità. Lama Duk-Tong, si scusò profondamente e gli chiese di insegnargli i metodi che aveva appreso, ma egli rispose che non,era ancora pronto per impartire lezioni e che aveva bisogno di altri due anni per meditare la creazione di uno stile che rendesse i Tibetani più forti nel corpo e nello spirito.
Così passò tale tempo nel tempio meditando e scrivendo concetti sul nuovo stile.Si racconta che Ada-Ta per il suo allenamento era solito recarsi regolarmente ad affrontare le tigri bianche dell’ Himalaya senza alcuna arma o protezione.Nel 1426, codificò lo stile Hop-Gar (Kao-Gar, Sho-Gou), che significa lo “Stile del Leone”, oppure lo “Stile del ruggito del Leone”.Ispirato dalle Tigri bianche dell’ Himalaya, alla Gru e alla Scimmia.Il sistema si basava sullo studio di 10 posture e di 8 metodi, che facevano riferimento alla forma SAP-YIN-PAT-KWUA-KUEN .

Il tutto prevedeva :

  • 8 tipi di pugni.
  • 8 tipi di calci
  • 8 tipi di posizioni
  • 8 tecniche di dita
  • 8 metodi di afferramento
  • 8 tecniche di palmo della mano
  • 8 spazzate
  • 8 metodi a corta distanza
  • 10 posture per esprimere al massimo la potenza del C’hi (energia interiore).
  • Dim Mak (tecniche sui punti vitali).

Durante il 1800, la “boxe del Lama” si diffuse in tutta la Cina meridionale per l’ estrema praticità nel combattimento. Nel 1860 SING-LUM-JONG-LAW ,divenne il praticante più famoso. Nella metà della Dinastia Ching, Elder Sing Lung (altrimenti detto Li Hu Tzu), divenne uno dei depositari della Scuola di lotta Lamaista e Monaco Tibetano. Si trasferì a sud di Canton.

Lì sconfigge Cheong Po Tsai, un pirata delle Perle di Fiume, con le sue eccellenti capacità di artista marziale. Ma, nonostante la sua fama cresceva sempre di più, la palestra di Sing Lung fu costretta chiudere per le leggi Ching che vietavano la pratica delle arti marziali, perciò, decise il suo ritiro dalla società e visse in solitudine nel Monastero di Ching Yun, nelle montagne di Dinghu nello Shaoching. In questo periodo perfezionerà l’arte marziale Lamaista con i monaci del monastero e vi passerà con piacere gli ultimi anni della sua vita.

A tarda età egli conobbe il Monaco Wong Yim Lum che diventò suo discepolo e gli tramandò tutto il suo sapere inclusa l’ arte della medicina . In seguito, Wong Yim Lum scese dalle montagne e cominciò la vita da Laico diventando il primo discendente laico Han, discepolo di Sing Lung Jong Law. Sempre nella provincia di Canton, creò la “Kung Fu Lama Wong Yim Lum” che lascerà al suo unico figlio Wong Ping, chiamato anche “l’ Uomo dal calcio di Bronzo”. Insegnerà lo stile andando sotto le montagne nell’area delle provincia di Shen-Si e lavoreranno insieme per reinstaurare il potere dei Ming, anche attraverso sanguinosi scontri.

Ad un’età ormai tarda, Wong Yim Lum, spinto dal desiderio di tornare nel suo luogo d’origine, si stabilì a Canton, dove aprirà una scuola insegnando Kung Fu e contemporaneamente curerà pazienti attraverso la medicina tradizionale nel Guangzhou.

Poiché Wong eccelleva in maniera impeccabile nel Kung Fu, la sua reputazione si diffuse talmente lontano fino a quando divenne una delle “10 tigri di Canton” . A quel tempo, furono 5 i discepoli a cui lasciò l’eredità del Kung Fu Lama oltre a suo figlio: Wong Hon Wing, Poon Ho, Yin Foon, Yi Lu Ching (di questi il più abile e promettente fu Wong Hon Wing).

Col passare del tempo La scuola di Wong Yim Lum divenne sempre più importante. Dopo di Wong Hon Wing vennero, Li Ying Chuen, Tzai Yi Kung. Dopo di loro Chan Kuen Ng, Kung Yi Ki, etc.., che diventarono ben noti ovunque. Il M° Chan Kuen Ng divenne uno dei più famosi combattenti di Hong Kong e Canton. Nel 1957 un Monaco Buddhista Lamaista, Lama Jun Chyiun, unì le caratteristiche delle  varie scuole Lama di kung Fu Tibetano e ne cominciò la divulgazione dando vita anche a stili come il Lama Pai ed il Pak Hok Pai.

CARATTERISTICHE dello STILE

Questo stile è famoso per le sue tecniche a lunga, media e corta distanza. Comunque lo studio completo prevede molte tecniche per il combattimento a corto e a medio raggio. Un detto Lamaista dice: ” la ‘mano lunga’ è come uno scoccare di una freccia, la ‘mano corta’ viene dal cuore “. Il metodo della ‘mano corta’ utilizza il JIN-LEK e HEI-LEK (forza interiore e forza esteriore), per creare un equilibrio tra i vari livelli del C’hi (energia).

Le tecniche di mano a corta distanza, dell’Hop-Gar, vengono impiegate in connessione col C’hin-Nah (Qam-Nah, in tibetano nordico).

Questo implica altri 4 metodi di espressione: “AFFERRARE,INTRAPPOLARE,CHIUDERE,PROIETTARE“.

Esistono 8 termini cinesi che riassumono lo spirito della filosofia Lama per lo stile Hop-Gar:

  • CHUN (crudeltà): attaccare aggressivamente e inesorabilmente perforando la difesa avversaria.
  • SIM (evasione): evitare, schivare balzando a sinistra e a destra.
  • CHOUN (insinuare): quando l’avversario attacca o si ritira, vi è uno spazio tra il movimento iniziale e quello finale, in quel momento inserire l’attacco.
  • JIT (intercettare): vi sono due metodi per intercettare; Yau, morbido e Gong, duro. Yau è deviare la forza d’attacco. Gong è intercettare un attacco possibilmente prima che venga scagliato.
  • KAO-CHOY (pugno speciale del ruggito del Leone): esso emana un suono per esprimere al massimo la propria energia e si manifesta nello stato di “disperazione”, che spinge il corpo e la mente alla massima concentrazione quando vi è in gioco la vita o la morte.
  • GOK (tecnica di gomito): non è una vera e propria tecnica tirata col gomito. L’espressione è molto più ampia, tentando inizialmente di colpire con il pugno e poi chiudendosi a gomito tirando un secondo colpo. Viene utilizzata quando non vi è difesa nella parte superiore del corpo dell’aggressore.
  • TAI-GORK (tecnica di ginocchio): nella lotta a corta distanza, la maggiore attenzione è rivolta al busto. Una tecnica di ginocchio in una posizione ben precisa del corpo (Dim-Mak di gamba: cioè colpire i punti vitali con le gambe), può concludere definitivamente il combattimento.
  • DIM-MAK-CHUM-JAT-YU-CHOY (colpo che cerca tutti i punti vitali):questa è la tecnica più avanzata dello stile.

Tradizionalmente questo metodo veniva insegnato soltanto ai discepoli più intimi di un Maestro di Hop-Gar.

Concludendo, oggi l’ Hop-Gar Tibetano è una delle perle più preziose e brillanti del Kung Fu tradizionale che molti appassionati possono ammirare e assaporare attraverso la Scuola delle 9 Armonie e il costante impegno del Si Fu Cini Maurizio.